Soverato Duro colpo dei carabinieri coordinati dalla Dda di Catanzaro: otto arresti e sette avvisi di garanzia
Traffico di droga, sgominata un'organizzazione
Giuseppe Mercurio
CATANZARO – È stata chiamata operazione "Zefiro" dal nome del vento che pulisce il mare. E con una ventata i carabinieri della compagnia di Soverato, diretta da capitano Francesco Tocci, hanno smantellato un'organizzazione criminale dedita al traffico e spaccio di droga. Otto le persone arrestate e sette colpite da informazione di garanzia.
Gli arresti, eseguiti in collaborazione con le compagnie di Catanzaro, Roccella Ionica e con il reparto operativo di Roma, riguardano Piero Folino, 33 anni, di San Sostene, pluripregiudicato e già agli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione "Mithos" compiuta nel 2004 ai danni della cosca Gallace-Novella con interessi in Calabria e nel Lazio, ritenuto il capo del sodalizio criminale; Francesco Manno, 36 anni, di Marina di Gioiosa Ionica, considerato il fornitore di fiducia; Salvatore Folino, 28 anni, di Catanzaro e Rodolfo Del Sorbo, 47 anni, di Montepaone Lido, che avrebbero avuto il ruolo trasportare le sostanze stupefacenti. Agli arresti domiciliari sono finiti invece Francesco Procopio, 31 anni, di Davoli, Vitaliano Sinopoli, 37 anni, di Catanzaro, Pierangelo Corapi, 27 anni, di Satriano, considerati tutti e tre gli spacciatori della droga, mentre Antonietta Scozzafava, 21 anni, di Catanzaro, secondo l'accusa era il corriere delle sostanza stupefacenti. Nel dettaglio, hascisc, eroina e cocaina. La maggior parte destinata ad alimentare il mercato del soveratese, molto florido nel periodo estivo. Ecco perché, con l'approssimarsi della bella stagione e dei turisti, i carabinieri hanno deciso di stroncare in questo periodo il sodalizio che è accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico ed alla cessione di sostanze stupefacenti. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip del Tribunale di Catanzaro Antonio Giglio, su richiesta del pubblico ministero della direzione distrettuale antimaffia, Gerardo Dominijanni, che ha anche emesso le sette informazioni di garanzia nei confronti di Piero Abruzzo, 23 anni, e Antonio Longo, 29, entrambi di Soverato, Cristian Ferraro, 27 anni, di Satriano, Giuseppe Gualtieri, 39, di Davoli, Antonio Lucà, 21 anni, di Gioiosa Ionica, Michele Matarese, 30, di Montepaone Lido, Carmine Procopio, 24 anni di San Sostene. I dettagli dell'operazione sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede del comando provinciale dell'Arma alla presenza del procuratore aggiunto, Salvatore Murone, del sostituto della Dda che ha vergato i provvedimenti, Gerardo Dominijanni, dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Giuseppe Lanzillotti, e dal comandante nucleo operativo, colonnelo Francesco Iacono.
«Sono qui a dirigere il comando provinciale dallo scorso mese di ottobre - ha detto il colonnello Lanzilotti – ed il lavoro svolto è stato enorme ed è servito a formare la squadra ed il gruppo motivato. I risultati, che sono sotto gli occhi di tutti, sono soddisfacenti».
Anche il procuratore aggiunto, Salvatore Murone, ha elogiato il lavoro svolto dall'Arma mentre il sostituto Dominijanni è entrato nei particolari. «Questa – ha esordito – è un'inchiesta nata da una costola dell'operazione Mirthos, un procedimento che al momento pende per motivi di incompetenza territoriale tra il tribunale di Catanzaro e quello di Roma. In questo caso si tratta solamente di associazione finalizzata al traffico e spaccio di droga. Folino, infatti, si riforniva di droga nel reggino, esattamente a Gioiosa Ionica, per poi smerciarla nel catanzarese».
Ulteriori dettagli sono stati resi noti dal capitano Francesco Tocci, comandante della compagnia di Soverato. «Folino – ha detto il militare – aveva messo in piedi una struttura con corrieri incensurati e quindi figure insospettabili, fornitori e spacciatori al dettaglio, che rendeva molto nel periodo estivo, considerato che la zona del soveratese si popola di turisti in quel periodo. Abbiamo ricostruito ruoli, struttura e responsabilità, effettuando numerose perquisizioni domiciliari ed impegnando oltre cento uomini. L'arresto di Pierangelo Corapi è avvenuto a Roma in quanto l'uomo si trovava nella capitale. È stato convocato in caserma con una telefonata per un motivo banale e arrestato».
(dalla Gazzetta del Sud del 06/06/2006)