Inchiesta "Poseidone" Il sen. Pittelli chiede di essere interrogato. Il Csm avvia accertamenti su una presunta violazione del segreto d'indagine
Revocata la delega al pm Luigi De Magistris
Lo ha deciso il capo della Procura, Lombardi. Il fascicolo era già stato "coassegnato" ai vertici dell'Ufficio
Giuseppe Mercurio
Catanzaro
Bocche cucite ieri mattina nel vecchio palazzo di giustizia del capoluogo dopo che il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi, ha revocato la delega al sostituto procuratore Luigi De Magistris in relazione all'inchiesta "Poseidone" sui presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti dell'Unione europea nel settore della depurazione in Calabria nella quale sono indagate una cinquantina di persone, tra cui il segretario nazionale dell'Udc, Lorenzo Cesa, l'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, l'ex subcommissario per l'emergenza ambientale della Calabria, Giovambattista Papello, l'ex assessore regionale all'Ambiente, Domenico Basile, l'ex sottosegretario alle Attività produttive, Giuseppe Galati, il generale della Guardia di finanza Walter Cretella e, da mercoledì scorso, il senatore di Forza Italia e coordinatore del partito in Calabria, Giancarlo Pittelli. I finanziamenti il cui utilizzo è al centro dell'inchiesta ammontano, complessivamente, a quasi novecento milioni di euro. La decisione di Lombardi è stata anche comunicata al Consiglio superiore della magistratura ed alla Procura generale di Catanzaro. Sui motivi del provvedimento vige il massimo riserbo anche se il fascicolo nei mesi scorsi era stato già "coassegnato" allo stesso procuratore Lombardi e all'aggiunto Salvatore Murone.
Proprio lo stesso Csm ha aperto nelle scorse settimane un fascicolo su una presunta violazione del segreto d'indagine di cui si sarebbe reso responsabile De Magistris. La notizia dell'apertura del fascicolo è contenuta in una lettera che il consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari dell'amministrazione della giustizia, Loris D'Ambrosio, ha inviato al sen. Giancarlo Pittelli. La lettera di D'Ambrosio a Pittelli fa seguito ad una missiva che il parlamentare aveva inviato il 28 febbraio scorso al Capo dello Stato per segnalare che alcune sue conversazioni telefoniche sono state illegalmente utilizzate, a detta del senatore di Forza Italia, in procedimenti penali e che il loro contenuto era stato poi divulgato dai mezzi d'informazione. Circostanza che è stata oggetto di una denuncia da parte di Pittelli alla Procura di Salerno, competente nei procedimenti riguardanti i magistrati del distretto di Corte d'appello di Catanzaro. Pittelli aveva anche interessato della vicenda lo stesso Csm. La documentazione relativa alla segnalazione fatta da Pittelli al Capo dello Stato sulla violazione del segreto d'indagine è stata trasmessa al Csm, con «l'invito a fornire notizie – scrive D'Ambrosio al senatore – sulle determinazioni adottate, per le valutazioni di competenza sul comportamento dei magistrati che hanno condotto l'indagine». Con una successiva comunicazione D'Ambrosio ha informato Pittelli che la documentazione trasmessa al Csm riguardante le segnalazione fatta dal senatore è stata assegnata alla prima Commissione referente dell'organo di autogoverno della magistratura «per unione agli atti di una pratica già pendente».
Pittelli è comunque passato al contrattacco. Domani spiegherà le sue ragioni in una conferenza stampa e, nel frattempo, ha presentato un'istanza al pm De Magistris e, per conoscenza, al capo della Procura della Repubblica e alla Procura Generale chiedendo un immediato interrogatorio con la contestazione specifica dei fatti che gli vengono addebitati. Pittelli ha anche annunciato che, «attesa la gravità delle accuse che vengono ipotizzate a mio carico ed il ruolo professionale e pubblico che rivesto, desidero che attorno alla vicenda che, mio malgrado, mi coinvolge, vi sia la massima trasparenza e la massima informazione. Per questa ragione intendo rinunciare a qualsiasi filtro sul procedimento imbastito».
«Comprenderà che la mia posizione di politico e soprattutto di avvocato – ha scritto Pittelli al Procuratore – non mi consentono di differire, anche di un solo giorno, qualsiasi attività si renda necessaria al fine di un chiarimento complessivo della vicenda nella quale sono passato da difensore di un rilevante numero di indagati a persona sottoposta ad indagini. Tralascio, in questa sede, di sottolineare il danno che questa vicenda ha provocato a me e alla mia famiglia. D'altro canto, l'invio di un'informazione di garanzia prelude, obbligatoriamente, al compimento di un atto al quale il difensore ha diritto di assistere. Quale se non l'interrogatorio?».
Pittelli si avvarrà della difesa tecnica degli avv. Sergio Rotundo e Domenico Pietragalla, che nomineranno, come sostituti processuali, i colleghi Enzo Galeota e Giampaolo Furriolo.
(dalla Gazzetta del Sud di venerdì 30 marzo 2007)