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Ntoniciaddhu e Paliaddhu |
inserita il
04 /06 /2010
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Le storie che sono pronto a raccontare sono vere, ed eccetto per una, le ho testimoniate personalmente e giuro sulla loro verita.
Ntoniciaddhu ( dispreggiativo per Antonio) era fabro ferraio di mestiere, ma era meglio conosciuto dagli andreolesi come vagabondo senza merito civile. Passava le sue ore nelle bettole andreolesi, mentre la sua bottega (a forgia) rimaneva chiusa. La sua abilita’come fabro ferraio era trascurabile e quindi mancava di clienti assidui. La sua essenza dalla bottega non costituiva ne’ una minaccia economica ad altri fabri andreolesi, ne’ a se stesso. La mancanza di abilita’ nel suo mestiere, era piu’che sostituita dal suo senso umoresco, particolarmente quando sotto l’influenza di Bacco. Un giorno, mentre era sdraiato sugli scalini della casa dei suoi genitori, Ntoniciaddhu chiese di mia zia Mariuzza, che abitava vicino , di solvere un mistero che lo perplessava da lungo tempo. Il mistero da solvere era il seguente: Gli uccelli costruiscono il loro nido su alberi, e su tegole del tetto, e “u ciucciu duva sa facia”? (e l’asino dove se la fa)? Zia Mariuzza dimentico’ momentaneamente il suo senso di moralita’ femminile, e incapace di resistere la sua tentazione di una risposta meritata, esclamo’ “ammianzu l’anchi e mammata”!!! (tra le gambe di tua madre). L’espressione era tipica dei tempi e quindi era priva di shock, e immune a censura morale. Angelo Iorfida, Canton Ohio, USA 30 Luglio 2009
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Autore Angelo Iorfida
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